Dopo le infelici (e meritate) figuracce delle ultime 3 giornate, i "nostri" rialzano il capo in quel di Borgo Venezia, conquistando il sesto punto stagionale e soprattutto riproponendo buone cose sia dal punto di vista della determinazione (et concentrazione) sia a proposito del guioco espresso.
Niente pranzi collettivi in casa Fortitudo (finite le taverne); ci si ritrova al campo (con la triade azzanese in colpevole ritardo) carichi come molle (e tesi come elastici - alcuni + di altri), speranzosi di porre rimedio alle drammatiche ultime performances.
Mourinho "de noaltri" propone un 3 - 4 - 3 nel tentativo di stimolare un attacco stitico, chiarendo l'assoluta necessità di stare corti onde evitare altre goleade. Accontentato. La maraia si presenta sul rettangolo con buone intenzioni e la convinzione delle prime uscite, tenendo bene il campo e rischiando il giusto fino al termine della prima prima frazione; gianburrasca Gelmini (uno dei desaparecidos che in settimana hanno preferito altri lidi al gelido campo di via Selenia...) coglie un palo dopo un lodevole spunto individuale, lasciando presagire una ripresa in favore degli ospiti.
Rientrati frettolosamente in campo (ad aspettare gli altri per un 5 minuti buoni), i fortitudini proseguono il lavoro sulle fasce anche nel secondo tempo, subendo qualche pericolosa ripartenza dell'Atlas sostenuta e guidata quasi esclusivamente dall'ottimo Basile, classico "10" d'altri tempi. Una traversa per i giallo-nero-verdi, e una palla gol nitidissima per i padroni di casa non bastano per sbloccare il risultato perfetto di zero a zero, che garantisce il punticino dei poverelli per le 2 compagini che spazzano il fondo classifica ormai da qualche mese.
I 6 punti di vantaggio dell'Atlas proprio non si sono visti (come spesse volte accaduto nel corso del girone d'andata). I nostri hanno la ghiotta occasione di presentarsi in doppia cifra al giro di boa, riguadagnando punti e dignità più consone al gruppo. Una maggior serenità della maraia spesso troppo intenta ad alzare voce e polemiche potrebbe agevolare un cammino meno difficoltoso. Nota positiva a chiudere la domenica, il rientro in campo del faro Perbellini (splendido Barman-cameriere del Campidoglio, sempre disponibile su appuntamento al 348 7435*** per serate e non solo), dopo l'infortunio rimediato nel torneo estivo di Dubai.
Consueto appuntamento del Lunedì mattina, che visti i risultati e i gol subiti rischia di scivolare nel monotono. Anyway il commento al match di ieri restituisce dignità e speranza alla compagine che la scorsa settimana aveva calato braghe e orgoglio rendendosi protagonista di una performance incresciosa.
Per iniziare, pranzo a casa Perina (che ringraziamo) decimati come previsto causa defezioni per problemi fisici e/o psicologici! Il diluvio sembra non placarsi lasciando immaginare una provvidenziale sospensione per campo impraticabile fino a che, giunti in via Selenia, smette di piovere e i nostri scendono in campo di giallo vestiti, giusto per dare un senso di trionfale e sofferta battaglia alle armature indossate, comunque vada la contesa (l'estetismo ha sempre un ruolo di rilievo).
Formazione rimaneggiata ma pur sempre titolare (in pieno spirito fortitudino), il match inizia con un sostaniziale equilibrio tra 2 squadre scarse e arrancanti nel fango che ricopre buona parte del campo (soprattutto in zona centrale). Gli ospiti non hanno granchè da esibire, e i padroni di casa timorosi di metterli in soggezione si allineano alla mediocrità generale, offrendo uno spettecolo grigiastro agli sparuti spettatori che nonostante il gelo hanno deciso di abbandonare il divano per prendere posto in tribuna vip (gremita, per l'occasione, di giocatori gialloneri).
A match sostanzialmente bloccato, come in serie A sono le "prodezze" dei singoli a determinare la svolta, è così che il buon Girlanda chiama "sua" una palla tranquillamente raggiungibile dal testone del buon Boldo, salvo poi non trattenerla per porgerla con eleganza all'accorrente attaccante (parola grossa) avversario, che depone in rete con spavalderia; in collaborazione quindi con in compagni che non lo coprono a dovere, uno dei migliori acquisti 08/09 dopo aver salvato numerose volte baracca e burattini si concede una distrazione subito perdonata dai compagni.
Il match riprende senza troppo entusiasmo, con i gialloneri che spostano avanti il baricentro, e gli ospiti che ripartono confusamente in contropiede a cercare il secondo Jolly. Sprecata qualche punizione e tirato qualche calcio d'angolo senza mai creare nulla di realmente pericoloso, termina il primo tempo.
Sto giro, la consapevolezza che sia più forte il fango degli avversari si fa ingombrante, e sembra dar coraggio ai nostri che iniziano la ripresa con maggior piglio. Finalmente si percepisce un cenno di reazione che porta la Fortitudo a riversarsi nella metà campo avversaria con insistenza, impaurendo gli avversari che sbottano nel famigerato "butei emo molà"...peccato che (come spesso è accaduto) i butei del Taba non sappiano concretizzare la superiorità resa chiara nella prima mezz'ora della ripresa, così che il match prosegue come da copione: calcio d'angolo ospite, tiro al volo da 20 metri a fil di palo e "buona notte al secchio". Pescato il secondo Jolly resta poco da fare, se non tirare il polpaccio di un Boldo esausto e invitare l'arbitro a porre fine alla contesa, magari prima di prendere il terzo su ripartenza dell'Intrepida favorita da un buon Martinelli che tenta l'azione in stile Fifa 08/09 andando in porta palla al piede e ignorando i compagni a sostegno.
Meno peggio di 7 giorni fa, si mettono in saccoccia altre 3 mandorle falsano i valori visti in campo. Sarà compito dei nostri, al ritorno, ristabilire le gerarchie nei confronti di un team che dall'alto dei suoi 13 punti ha davvero poco più di noi. Rimane la sensazione che indipendentemente dalle assenze, con la convinzione di inizio campionato ieri sarebbe finita 1 a 1 nel peggiore dei casi. In attesa della svolta, si attendono candidature per il prossimo pranzo.
Decima di campionato, GS Primavera - Fortitudo Scaligera. Tanto vale soffermarsi sul poco di buono visto dalle prime luci dell'alba al tramonto inoltrato: le pennette al tonno di Casa Sartori. Accogliente salotto, in un'atmosfera goliardica da "pranzo della terza età" con ciacole e ghigni, a guardar Verissimo e banchettare con testa, ma con gusto.
Il resto della giornata? Poca roba. Inizia il match con i nostri stranamente padroni del campo che si impongono per i primi 20' quasi a dare l'impressione che la terza in classifica non fosse poi così lontana, e che con un po' di concretezza in più avremmo potuto rischiare di passare in vantaggio. Vana illusione presto sovvertita da una Primavera che prende campo e coraggio, a scapito dei Fortitudini intenti (marchio di fabbrica) più a parlare e borbottare (contro l'arbitro e non solo) che a giocare. Così in piena Sagra del Riso, su calcio d'angolo per i padroni di casa ci si aggrappa al primo che passa, inducendo un fischietto mediocre a fischiare un rigore dubbio ma verosimile, per l'1 a 0 fin lì poco meritato per i vecchi padroni di casa in via Selenia.
Da lì in poi luce spenta per i nostri e match poco entusiasmante per tutti, con la Primavera non all'altezza di chiudere una partita mai completamente in pugno, e gli ospiti a cercare il bandolo della matassa senza rendersi davvero pericolosi in avanti, seppur "logorroici con costanza" sul prato e in panca. Riposo come di consueto carico di speranze e buoni propositi, ai quali però non segue una reazione degna di chi vorrebbe "non mollare un cazzo". Squadra che si sfalda, impalpabile davanti e immatura nel complesso per imporsi con determinazione alla ricerca di un pareggio che (secondo chi scrive) con la determinazione di 2 mesi fa sarebbe arrivato. Finisce 3 a 0 con un gol su errore nell'accorciare sulla palla in uscita dall'area, e tiro della vita da 25 m con il buon Girla a stazionare nella "terra di mezzo".
Il tutto condito da defezioni in serie, con subentri poco incisivi e difesa raramente allineata nell'accorciare. Lamentele "come se piovesse" e cartellini da frustrazione (da parte di chi dovrebbe tirare carretta e maraia), che in collaborazione con le "esclusioni da calciomercato" indurranno i giallo-neri a scelte obbligate per le prossime uscite stagionali.
A completare il quadro la statistica che a causa delle 3 reti subite subisce un grave peggioramento, declassando la difesa tra le ultime del girone a far compagnìa ad un attacco ultimo superato persino da chi sappiamo.
Salviamo qualcosa onde evitare cadute in depressione o strascichi. In primis, le pennette e gli affettati del vice. Poi, i primi 20 minuti (o più in generale il primo tempo) dove con fiato e concentrazione riusciamo a essere alla pari o superiori ai più. Salverei poi l'attenzione dedicata al non concedere le solite 32 punizioni dal limite (...va beh, rigore a parte). Si vuole salvare anche lo spirito che soggiace alle tensioni/lamentele/polemiche/nervosismi/cartellini che pare essere la voglia di riuscire in questa nostra piccola impresa, seppur tradotta nel rettangolo nel modo meno congeniale alla causa. Non viene in mente altro da salvare per quel che riguarda la giornata appena trascorsa.
...Come preannunciato (in occasione del commento alla partita che non ricordo, contro una squadra che non ricordo, terminta con un risultato che non ricordo)...in occasione del riposo dei "nostri", gita "culturale" al rifugio di Novezzina (candidato per il ritiro estivo 2009/2010).
Tra bagagli dimenticati e presenze importanti (Zano and "wife") siamo giunti in quota, ospiti della supertenuta dello Zio di Perbellini, divenuta teatro di grasse risate, abbondanti bevute, confessioni importanti e momenti epici.
A sancire la grandezza dell'evento che passerà agli annali, l'immancabile video di Bianconiglio, (nonchè Vicecapitano-Senatore della Fortitudo Scaligera); Si ringraziano tutti i partecipanti, gli organizzatori, gli "animatori", gli animati, i ri-animati, le donzelle, gli ospitanti i commensali e una mozione particolare a Lorenzini, Gianmaria, Parenti che seppur colpevoli di una prematura discesa, si sono resi protagonisti di scenette epocali.
- Il ritrovo per l'amichevole di stasera è fissato per le 19.45 a San Massimo.
- Partenza per la "sfascio-Novezzina": appuntamento nel parcheggio davanti al negozio Levis (e Divani&Divani?) fuori Bussolengo per le 19.45 di Venerdì. Partenza tassativa alle 20.00 con la consolidata ed immortale consuetudine del "ci ghe ghe, ci no ghe se rangia".
Nei commenti a questo post possiamo iniziare a rendere disponibili posti auto per andata e/o ritorno; "il faro" (che conosce il dettaglio delle presenze) interverrà eventualmente nel coordinare il trasporto/gestione macchine.
Come di consueto, ecco il resoconto sulla giornata appena trascorsa, non prima di una doverosa premessa: vicissitudini pregresse, protagonisti coinvolti ed epilogo melanconico pongono chi scrive ad alto rischio di cadere nel romantico-patetico pertanto si invita chi legge (se non ben disposto verso il genere "drammatico") a tornare sul blog direttamente il giovedì quando solitamente ci si dedica a membri di 22 cm, dolci donzelle da night di periferia e schiavitù moderne da morose pedanti. Thanks.
Well, 09 Novembre 2008, una domenica come le altre. Iniziata come molte delle altre con un pranzo che ha visto 16 convocati e 2 tribunari di lusso riunirsi attorno al tavolo della Taverna-Savoia (incredibilmente piccola per l'occasione) ad apprezzare gli splendori che Verissimo offre in replica, a gustare un buon pasto da atleti e a pensare (senatori e non) "today...is THE day".Caffè al Kookay (location che sentiamo più "nostra"), e "se tutto va bene, festeggiamo... il compleanno del push e del bati qui alle 19..."; 13.20 al campo, un po' meno cazzari del solito, si saluta chi in ordine sparso ha "voltato gabbana", e si entra nello spogliatoio ad infilarci il pantalone tre quarti vero orgoglio di noi fortitudini.
Un saluto al Piero (pesce fuor d'acqua, vero Lord tra i meno lord) e si inizia il riscaldamento rinunciando per l'occasione ai consueti dibattiti su chi tra Melissa Satta e Juliana Moreira sia la più pheega; discorso prematch di Bassani e un bel " come si chiama la morosa di tutti?!"..."C...ehm EVA!".
Fuoco alle polveri con i nostri che soffrono, come al solito: un buon Crosai gioca bene i primi palloni rendendosi subito pericoloso (in collaborazione con una difesa giallonera fin troppo ardita nello stare alta). Ma gli "scarsi" sono vivi e cattivi: azione ben orchestrata ed è 1 a 0 (20 pt) grazie a Perina che sta crescendo a suon di gol e pazienza (è discreto il ragazzo, anche se alcuni non se n'erano accorti...fa gruppo, gioca, incita, corre, segna, ed esulta esponendosi alla facile derisione di chi non sapendo perdere non ha saputo, per occasione, neanche vincere). Maraia in vantaggio ma c'è chi non esulta, anche se vorrebbe tanto: "tranquy butei" che qui è lunga e dura, e loro sono forti. I gialloblu ricominciano a macinare gioco grazie a meccanismi consolidati in avanti, a un buon Condolucci in mezzo al campo (seppur non al 100%) e a un volenteroso Galice a svariare sul fronte d'attacco. Eppure pare che i 3 guardiani di casa Fortitudo (inadatti a vestire altre casacche) reggano bene, a tal punto da consentire ai suoi di ripartire per il 2 a 0 ad opera del Cobra Parenti ormai quasi una garanzia (il mio cuore si è infranto sul 3 a 2 sbagliato). Doppio vantaggio, mai accaduto nella storia della squadra, padroni di casa in polemica reciproca e tanta voglia di farcela; pochi minuti prima del riposo scontro che vede "verga-Zanolli" in preda a convulsioni, con la maraia scossa quasi quanto lui e cambio immediato (frenetico, inaspettato,...sbagliato?) a favore di un Lavarini volenteroso ma non ancora al meglio della forma.
Nella pausa c'è poco da dire, i nostri sono lontani anni luce dall'avere piedi e testa all'altezza di gestire un 2 a 0 quindi ci si ripete alla nausea il giusto, leggendario e mai davvero efficacie "semo ancora sero a sero" e con lo spirito di chi vuole crederci fino all'ultimo rientriamo. Una parte di chi scrive vuole restare qui, con negli occhi butei scarsi ma entusiasti, già sfiniti ma convinti di potercela fare. Con il drappello di tifosi che saltano come matti ad ogni gol, con le fidanzate che non potendone più della malattia che ha colpito i rispettivi fin dall'estate scorsa si adattano alla meno peggio, seguendo i poveri fortitudini in ogni dove, pazientando per il nostro essere monotematici e sostenendoci capendo prima e più di noi quanto siamo giocatori mediocri ma appassionati, per quel poco che può valere (patetico e autoreferenziale, ne convengo, ma tant'è).
Inizia la ripresa qualcosa non torna. Ad una squadra più forte, regalare dopo 5 minuti un rigore inesistente a detta di tutti (ospiti e padroni di casa, tifosi e genitori, vecchi senatori e vecchi ""dirigenti"") equivale allo spianare una strana in discesa, fare largo ad un assalto, incoraggiare una compagine superiore ma fino a quel punto inconcludente...come direbbero i più sanguigni, "darghe a una vecia che caga" (not Oxford, I'm really sorry). La Fortitudo Scaligera prova a difendere fortino e onore, faccia e orgoglio, ma fioccano punizioni dal limite (di nuovo, non solo per colpa di un fischietto inadatto) e si è forse troppo tesi, forse troppo stanchi, forse troppo disattenti o semplicemente non all'altezza sulle palle inattive da cui arrivano uno dopo l'altro i gol della disfatta.
Dal quasi 3 a 2 (immeritato ma epocale) per gli ospiti al conclusivo 3 a 2 per chi è parso imborghesito da troppo pianeta-calcio, da qualche presunto rimborso spese, da tante (troppe) promesse, e (nostro malgrado) ha goduto dell'aiuto determintante di un direttore di gara forse preoccupato dalle INGOMBRANTI lamentele di una settimana trascorsa "a piangere il morto". Così va il mondo.
Se chi legge ha resistito fino a qui, ora potrà finalmente gustare "el bòn".
In primis, chi scrive si chiede il significato dell'esultanza ostentata a centrocampo dei gialloblu (sportivissimi fino a quel momento) e la derisione dalla panchina in occasione dell'ultimo gol; un'inelegante provocazione in faccia a chi ha perso a testa alta e non tratteneva le lacrime di delusione dopo essere stati maldestramente messi al cancelletto con fare discutibile da chi evidentemente si rifà a valori diversi dai nostri? O un'incontenibile soddisfazione provata da un'armata che punta alla seconda, per aver battuto un drappello di butei aggregati a costo zero e preparati atleticamente (mi ripeto) tra un'altalena e uno scivolo a lato del cimitero in Borgo Roma? Tutta questa felicità per aver sconfitto con "l'aiutino da casa" gli stessi che lo scorso anno sono stati grassamente derisi sul Muro di pianeta per aver preso più di 100 gol? O un puerile sfoggio di presunta superiorità da parte di un gruppo che sullo 0 a 2 si mandava a fanculo (non volevo, ma mi è scappata, chiedo venia) tra giocatori e con il Mister che seppur espulso stazionava misteriosamente in area tecnica riservata ai tesserati?
Delle due ipotesi l'una, e non vorrei trovarmi al posto di chi deve scegliersi quella da cucirsi addosso.
Venendo a noi. Signori, giù il cappello. Una squadra che insegue ancora la prima vittoria stagionale si allena mediamente in 21, e si sente compatta attorno a un progetto che NON ha altro da offrir€ se non passione, serate in compagnìa, voglia di rivincita, piacere di sentirsi sempre più uniti grazie anche a valori che valgono oggi come tra 50 anni (...una stagione in una squadra invece passa così velocemente e senza troppe tracce...). Abbiamo perso. E non solo per colpa dell'arbitro. Sia chiaro ai naviganti, abbiamo perso anche e soprattutto perchè non siamo stati all'altezza di vincere. Ma siamo stati belli da vedere e da sentire. Dove "vedere" non si riferisce tanto al gioco espresso (scarsi restiamo) e sentire non è il "sentire" un suono: Feel not hear. Siamo stati uno spettacolo attorno alle pennette al tartufo, e una bella immagine a fine partita, dove ognuno ha reagito a suo modo. Gente che la domenica pranza e cena insieme dalle 11 del mattino fino alle 23.45 in pizzeria. Gente che in allenamento a volte è cazzona ma pr€s€nzia s€mpr€ s€nza chi€d€r€ altro. Gente che è preoccupata se quelli che non giocano rimangono delusi, e spera di aiutarli. Gente che rispetta chi ha una fascetta che starebbe ugualmente bene a gran parte del gruppo. Gente che l'unica domenica di riposo, invece di andare "per i cazzi" organizza un weekend a Novezzina con morose e amici perchè è dura divertirsi di più in altri modi. Gente che si sbatte per trovare sponsor, così almeno tra un mese forse arriveremo al campo tutti uguali. Gente che a volte cioca, ma che sa capire quando fare un passo indietro. Gente che ieri sera non riusciva a dormire per la tensione accumulata e inviava messaggi ai commilitoni.
Pensandoci, 5 punti o 8, cambia così poco...va beh, si inizia a perdere il treno playoff! Euppure avrebbe cambiato così tanto. Ma per noi, tutto sommato, va bene anche così.
Thak you all guys.
Iceman.
In proporzione alla lunghezza del post, è giusto sorbirsi pure i consueti "PS" e una chicca da parte del Vicecapitano nonchè compagno da sempre.
PS: Grazie di nuovo ai supporters presenti, vedervi al gol è stata uno spettacolo.
PPS: Grazie anche agli ex di quell'anno, in campo e fuori per aver testimoniato, ognuno a suo modo, la vicinanza alla causa Fortitudo Scaligera. Attendiamo la cena a casa Dal Cortivo con Turrina a capotavola.
PPPS: Non molliamo un cazzo.
Ci si congeda con le riflessioni che seguono ad opera di Bianconiglio
"
Domenica notte, ore 00.37
Ormai è notte fonda e tutto tace. Fuori la temperaturaè scesa a 12, ed improvvisamente si è alzata una nebbia fitta.
Ho appena finito di lavorare, 7 ore filate a correre tra i tavoli del bar per portare da bere a chi vuole festeggiare. Io non ho festeggiato.
Sono a letto, accendo la tv per cercare qualche programma palloso che favorisca l’ ”abbiocco”. Niente da fare, non riesco a dormire.Le gambe mi fannomale, non le sento quasi più. Le sposto una attimo, ecco un accenno di crampi. Penso: ”forse è meglio che appenda gli scarpini al chiodo, non ho mai avuto il fisico giusto per fare il calciatore (come se chi giocasse in terza categoria potesse permettersi il lusso di farsi chiamare “calciatore”).
Guardo il soffitto e mi chiedo, perché. Dove abbiamo sbagliato. Perdere così, proprio con loro, non ha senso.
Ci penso un attimo, e realizzo.
Noi oggi non abbiamo perso. Lo scriva pure l’Arena, o qualche “pseudo giornalista” di Pianeta Calcio, ci sarà pure Croz 3- Fortitudo 2 sul referto arbitrale, ma io non mi sento sconfitto, proprio per un cazzo.
E poco importa se per batterci gli altri hanno dovuto sbloccare il risultato con un regalo inventato dall’arbitro (figlio probabilmente di qualche lamentela settimanale), quello ormai non conta più.
Oggiio (e datemi pure del patetico), mi sento vincitore.
Perché alla fine, se dovevamo dimostrare qualcosa a qualcuno lo abbiamo fatto. Se si doveva capire che qualche errore è stato commesso, e che c’era un splendido gruppo che meritava maggiore considerazione rispetto , beh allora questo è stato capito.
Né è passata di acqua sotto i ponti da quando ci hanno “sbolognato” in blocco in una nuova società dove ad allenarci ad una settimana dall’inizio campionato eravamo in 8 effettivi (Taba compreso, pronto ad entrare in campo ad ogni occasione). È facile fare dell’ironia su un squadra che perde contro il Deportivo e che spesso raccoglie il pallone in porta per più di cinque volte a giornata.
Ma oggi è diverso. Oggi mi sento vincitore
perché gioco con voi,
perché ogni volta in cui mi alleno mi diverto a nastro,
perché tutte le squadre devono sputare sangue perportare in saccoccia punti
perché quando pranziamo tutte le domeniche assieme mi sento come a casa,
perché abbiamo un blog “spassosissimo” che nessuno ha
perché prima di entrare in campo, negli spogliatoi sembriamo 18 spartani alle Termopili
perché vengo rispettato per quello che posso dare,
perché quando il Lino fa il discorso pre partita quasi mi commuovo,
perché al berfis, a milano marittima, a formentera e al Tiffany facciamo danni,
perché il Peri quando esulta mi fa impazzire,
perché il Boldo tira fuori delle scuse assurde a ha una super macchina,
perché il mister ci fa fare degli allenamenti da fogo (quasi come i professionisti) e nelle partite ci protegge come se fossimo suoi figli,
perché Gelmini spara un sacco di cazzate,
perché Parenti fracca ad ogni occasione,
perché il Perbe finchè aspetta il suo momento si da da fare come p.r e come fotografo (col taccuino sempre in mano)
perché il Batti è l’ex scopatore del nord- est (oggi felicemente fidanzato e tristemente riservato)
perché il Girlanda mi fa piegare ogni volta che prende un colpo
perché Gnecchele si impegna a buso
perché Zanolli è uno slave a rischio crisi epilettica causa traumo cranico
perché il Push migliora giorno dopo giorno
perché Bellini è Bellini e Corona e Corona
perché il Gian gioca poco e non molla
perché il Lore mi rassicura sulla sinistra
perché il Marti a volte parla con il suo amico immaginario
perché il Taba quando ride fa sempre ha ha ha ha ha ha e dice che siamo “scarsi” (come dargli torto..)
e così via, potrei proseguire per ore (chiedo scusa se non ho citato qualcuno).
Nessuno ha il nostro affiatamento, nessuno ha il nostro carattere, magari non avremo i loro “piedi buoni”, ma si fottano pure. Per citare un compagno gladiatore.. “noi non molliamo un cazzo”.
Oggi più che mai, fiero di essere al vostro fianco.
Ore 1.23: mi metto a letto, le gambe fanno sempre più male, provo a chiudere gli occhi.
Nonostante tutto sono felice. Nonostante tutto sono uno della Fortitudo Scaligera.
Vicecap # 21
p.s: se proprio dobbiamo prendere un treno, mi piacerebbe salire su questo:
“È questo il treno che viene e va
Un nuovo treno che binari non ha
Copre distanze che conosco di già
Spazio che ho dentro fragilità.
E vedo pianeti ferme verità
Scopro segreti sconosciute città
Io sono in viaggio
Anche dentro di me
E se fuori é universo
É l'immenso in me
Che c'è?”
...dopo un anno di purgatorio nel Girone D di terza categoria, la Real Fortitudo è diventata Fortitudo Scaligera.
Trascorsa la seconda stagione nel girone B, i ragazzi si ritrovano più soddisfatti e BEN più motivati.
Con l'obiettivo minimo costante di migliorare i risultati della scorsa stagione, il gruppo si prefigge il fine ultimo di divertirsi come si conviene, in campo, nel post partita, al Kookai e....altrove....