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Ultima giornata per la maraia. Prestazione peccaminosa, in pieno stile... "tutti a Mi.ma. che a sugàr ghe caldo". Osipiti in casa del Deportivo a loro volta ospiti sul territorio Italiano anche se, per l'occasione, riusciva meglio a loro parlare italiano che a noi giocare a calcio.
Come già gli ultimi risultati lasciavano presagire, la cenerentola del girone non è più l'armata inconcludente dell'andata, mentre la Fortitudo ormai in ferie ha sfilato in quel di Montorio esibendo la più inadeguata delle prestazioni...
Le cose più belle nell'immediato prematch, con un Girla in grande spolvero nei bagni (mai più lavati dal 1951) e un Toki rammaricato ma orgoglioso nel ribadire che "non è più impegnato in una relazione".
A proposito della partita: l'inizio poco promettente ha portato dopo un 20' circa l'inguardabile esterno destro di difesa giallonero ad un infausto retropassaggio corto, in favore dell'accorrente punta casalinga a siglare l'1 a 0. Digerita la figuraccia, la maraia ha provato a ripartire a testa bassa ma senza il minimo risultato degno di nota: attacco poco convinto, centrocampo boccheggiante, difesa al rallenty ad arginare un Deportivo sulle ali dell'entusiasmo, volitivo e atleticamente in grande forma (in vista playoff?). Puntuale giungeva il 2 a 0 dopo l'ennesimo pallone malamente perso a centrocampo, ad innescare le ripartenze Rumene (=per riassumere).
Senza alcun cenno di vita i gialloneri si sono poi resi coprotagonisti (con qualche giusta legnata d'orgoglio) della sceneggiata napoletana dal titolo "Ogni occasione è buona per gettarmi a terra, urlare cose incomprensibili ai più, salvo poi rialzarmi di scatto per andare a minacciare famiglia e parenti acquisiti di chi ha commesso il fallo". Gran finale dell'opera: 3 a 0 e fine primo tempo nel silenzio generale, in un misto di spossatezza, delusione, imbarazzo, senso di inadeguatezza e ritorno al passato quando con meno mezzi e più improvvisazione si faceva più o meno la stessa figura barbina.
Rientro in campo con tante speranze ma non altrettanta convinzione, la musica non cambia e i butei in costante sofferenza. Girandola di cambi a sostituire i più boccheggianti, con parziale inversione d'inerzia; 3 a 1, poi 3 a 2 su rigore ad opera di Brunelli (ormai ex... non solo del Sangio? Comunque iridato). Sul più bello, intraviste le sparenze di un pareggio salva-faccia, la Fortitudo riprendeva a soffrire arginando malamente una sortita avversaria mediante un ingenuo rigore a chiudere match e campionato sul punteggio di 4 a 2.
Per quest'anno si chiudono i battenti.
Seppur centrato l'obiettivo minimo di migliorare la performance della scorsa stagione (poca fadiga), la maraia torna a casa con un bottino magro, probabilmente sotto le aspettative che volevano i butei di Tabacchi almeno oltre la soglia dei 20 punti. Lodevoli i passi avanti in termini di "gruppo e coesione" che però troppo spesso han trovato riscontro più fuori che dentro al rettangolo di giuoco. Apprezzabile il buon inserimento in gruppo dei più tra i nuovi acquisti, seppur con alcuni aspetti ampiamente migliorabili. All'inizio dell'inizio la crescita a livello tattico prima e oltre che tecnico, con immense distese in termini di margini di crescita. Curiosa l'ansia di taluni di accasarsi altrove (in maniera più o meno scherzosa) ben prima della fine dei giochi (in pieno stile Oddo alla Lazio), ma comprensibile dal punto di vista di chi non ha sposato il progetto fin dall'origine e tutto sommato andrebbe a trovare maggiori ""gratificazioni"" in altri lidi; in questi casi (qualora ci fossero), si ringrazia della partecipazione e della compagnia, augurando le migliori soddisfazioni. E' stato piacevole strappare qualche punto alle squadre impegnate nei playoff, così come è stato parecchio divertente banchettare nelle varie taverne nei prematch. Spassose le bevute nelle serate "giuste", quasi quanto i ghiaccetti nelle mutande nei luoghi di perdizione (appuntamento a venerdì 22 per la degna chiusura). Ci si augura che nonostante la mediocrità a livello calcistico, la prossima stagione porti in dote un altro campo all'altezza di via Selenia (o quasi) oltre che qualche altro butel volenteroso (seppur non forte) nell'aggregarsi alla maraia con umiltà e attaccamento all'essere scarsi ma il più delle volte divertiti, "tignosi" ma sportivi, poco atletici ma "tipi" (visto che al Kookai talune discutono con fervore l'autodefinizione "estetici"). Chissà che la stagione calda non riporti alla corte giallonera qualche ex. Se poi oltre al campo e ai giocatori troveremo un'anima pia che deciderà di versare per un'intera stagione ciò che altre squadre danno a un singolo giocatore ogni mese (chiamandolo "rimborso spese") potremo addirittura provare l'ebrezza di avere tutti le borse uguali oltre che una tuta da allenamento nuova. Ambiziosi. Un saluto va agli ormai 10 lettori (10!!!) del blog, che meriterebbero un applauso se non altro per la pazienza nell'affezionarsi alle vicissitudini tipiche di un progetto per molti versi "improvvisato"; il fatto stesso che qualche giocatore/mister avversario si sia sentito di partecipare attraverso questo blog certifica la genuinità dello spirito con cui i nostri hanno vissuto la stagione appena conclusa.
Anyway, il bilancio complessivo (forse per affetto, sicuramente scadendo nell'amarcord) rimane sempre e comunque positivo, seppur con i numerevoli SE e MA che alimentano i rimpianti in tutti gli "arrivederci" che si rispettino.
Rimane una gran bella esperienza (che se non altro, posticiperà il decadimento fisico di chi la vive).
Buona estate.
Iceman
La penultima giornata di campionato ha visto l'Atlas ospite in via Selenia, per il saluto dei gialloneri al numerosissimo pubblico casalingo, costantemente in inferiorità numerica rispetto ai supporters ospiti. Chissà quale prato ospiterà i giovani della Fortitudo la prossima sagione...è stato bello finchè è durato, ma come sosteneva l'illustre tifoso della Primavera (a rischio esclusione playoff causa -3 punti persi non ricordo dove...) : "No ve lo meritè mia el campooo!!!".
Passando al match di ieri, si è assistito al decimo pareggio stragionale maturato tra insulti alle mamme e pache da saloon, sedate prima che i padroni di casa sguinzagliassero a dovere il buon Roman, asso nella manica in casi estremi che ieri ha dato solo l'antipasto di quelle che sono le sue doti extracalcistiche. Defezioni a centrocampo e in difesa, hanno indotto Mourinho a piccoli stravolgimenti tattici nella speranza di arginare alla menopeggio il centrocampo avversario, con risultati buoni nel primo tempo, meno nel secondo.
Partenza tranquilla con discreto botta e risposta tra le 2 formazioni. L'Atlas vanta buoni fraseggi dalla metà campo in avanti, accusando più di qualche imbarazzo in difesa. I nostri giostrano sapientemente nelle ripartenze sfruttando l'alto, bello, iridato, ex, ecc ecc ecc Brunelli (pare alle ultime presenze in giallonero) e con il solito Parenti che nell'ultima fase della stagione sta insinuando il dolce-quasi gay-Perina nella corsa al titolo di Mastino di via Selenia.
Un occasione importante per gli ospiti suona la sveglia in casa Fortitudo, che come al solito è rappresentata da sequela di considerazioni filocattoliche ad opera del filosofo contemporaneo Girlanda, alla continua ricerca del senso della vita, del fine ultimo dell'essere e dell'utilità del fuorigioco...zio porco. Nel complesso, la discreta prima frazione del centrocampo giallonero associata al tentativo di manovra avvolgente lungo le fasce portano i butei nello spogliatoio con un giusto 0 a 0 che lascia ben sperare per il proseguo.
La ripresa vede sfumare le già precarie certezze fortitudine. Il centrocampo pascola amabilmente nella verde erba della Sacra Famiglia, in un misto tra calo fisico e scazzo psicologico, che porta ad un'interdizione nulla, ad una costruzione misera, fino al lancio sistematico scavalcando la terra di nessuno. Nel primo quarto d'ora gli avanti dell'Atlas saltellano felici sulla tre quarti chiedendosi il da farsi, giunti poi alla conclusione che tanto vale provare a verticalizzare, servono regolarmente (e serenamente, pacatamente) le punte, mai davvero pericolose. Fino alla punizione dal limite numero 126 regalata, più che guadagnata. Palla dentro, sospetto fuorigioco di Ferrari che svetta a disturbare un Girlanda non troppo sicuro. Colpa del sole, di Ferrari, o dell'Altissimo stizzito per i numerosi richiami, la palla scivola dai guanti del molte volte salvatore della patria e si deposita in rete. 1 a 0 e il timore di non raddrizzarla.
La girandola di cambi pare rinvigorire una Fortitudo ormai orientata alle patatine del "merda"
fuoriporta. In particolare, il mansueto Roman (a destra nella foto della questura) s'invola sulla fascia, per poi servire al centro in favore di qualcuno che girandola a qualche altro fa si che alla fine il Peri metta dentro il cross che non ti aspetti per il gol che invece ti aspetti, questa volta di testa, ad opera del solito, scontato, quasi noioso bomber Parenti (con un rapporto gol/presenze addirittura al di là del rapporto scopate/giorni vissuti del desaparecidos Battistoni sempre troppo assente tra le fila dei disperati del Taba).
La partita si infiamma con qualche colpo di troppo. Il diplimatico Tomelleri chiede pacatamente all'arbitro il senso di un fallo a sfavore, e viene caldamente invitato alla doccia anticipata. Pochi minuti dopo, il centrale difensivo padrone di casa sfidato dal buon Ferrari con finte e controfinte si appoggia da par suo al ginocchio dello sventurato, riscaldando l'atmosfera in vista del gran finale. Gran finale che giunge puntiale con Roman che massaggia la cervicale di un atlasino e il Peri che si vede preso per il collo da un altro A..sino. Scene da bar, della serie "tutti contro tutti che è stata una settimana infame al lavoro", chiusa con Roman a insaponare Tomelleri in doccia e il 15 avversario a raccogliere saponette anzitempo. E' giuto rendere merito a 2 individui di spicco della formazione ospite, storicamente esempi di sportività e sano agonismo sportivo. In rigoroso ordine alfabetico, Calzolari (un nome, una professione, una tecnica) e Quinzi: ragionevolmente validi se in possesso di palla, i 2 amici divengono particolarmente indigesti a palla lontana o dopo i primi falli; malmostosi e poco gradevoli passano i 90' a sfogare la propria frustrazione repressa contro avversari per la verità poco interessati ai loro sproloqui salvo poi passare all'arbitro (insicuro ma onesto) e nel gran finale agli spettatori sugli spalti, della serie "ti sa gheto da guardarme, gheto problemi?" (apoteosi dell'infantilismo). I tifosi ospiti non vogliono essere da meno insultando il capitano Fortitudino a fine gara (mentre lo stesso parlava con l'arbitro di quanto avvenuto) con un folcloristico "sì sì taca boton che ghe del bòn, la gha el mandolìn" (in programma una serie di 5 incontri serali dal titolo "Elabora la tua sessualità repressa, noi possiamo aiutarti, non fare da solo".
Note a conclusione:
1) Peccato, vincendo con i gentili ospiti cittadini avremmo potuto addirittura ambire ad un posto Champions, sarà per l'anno prossimo, tanto il programma Fortitudo è su piano quinquennale;
2) Buona la prestazione del primo tempo, meno quella del secondo. In generale, come detto qualche mese fa, per quanto scarsi siano gli altri, se gli facciamo provare 126 punizioni dal limite prima o dopo fraccano per forza;
3) Pacca di incoraggiamento (con bestemmia di ritorno) al buon Girla: a noi piaci anche quando molli i palloni in uscita, è questione di affetto!
4) Pacca di incoraggiamento anche al trio sostituito Bassani-Pucci-Bellini: i butei hanno fatto cose buone, cose ottime e cose meno buone. Ci sarà modo di crescere come il resto della maraia, salvo se possibile raggiungere la condizione atletica che consenta ai butei di correre e giocare lucidamente per almeno 3/4 di match come richiesto a ogni centrocampista nel giro della nazionale maggiore;
5) Con Voia o senza voia, grazie a Dio certi match spesso durano fino al 48'. Bravi ai ragazzi che hanno pareggiato un paio di volte (lo scrivo io perchè altrimenti non lo scrive più nessuno e ci rattristiamo). E' giusto ammetterlo, un campionato senza di LORO non sarà la stessa cosa, ma troveremo altri stimoli. Buona seconda.
Iceman
Premessa: chi scrive, dopo un figura patetica e tragicomica come quella rimediata ieri non aveva molta voglia di stilare il solito resoconto settimanale. Ma da qualcuno (Mister) è stato stigato con un : “è facile scrivere quando si vince..domani devi fare almeno 25 righe”. Vorrei anzitutto ricordare che se si aggiornasse il blog solo in occasione dei 3 punti, questo spazio (che peraltro vanta ben 7 lettori, ai quali dedichiamo un caloroso saluto..) sarebbe praticamente vuoto. Invece è il blog più fico della storia.“Ragazzi state attenti, che questi NON sono quelli dell’andata” (Fortitudo- Corbiolo 0-1, ndr) ricordava ai ragazzi Mr Giuli nel prepartita. Risposta di Sartori R :”bè neanche noi siamo quelli dell’andata”. E lo special one de noaltri chiudeva il dialogo con un “SI, PURTROPPO..”.Con questo scambio di sofistiche opinioni si può sintetizzare la triste domenica Fortitutida, inziata alle 14 del pomeriggio al solito bar Curti’s (domanda: ci sono ancora le zoccole così come si vociferava nei racconti adolescenziali tempo fa???) Ed è così che davanti al caffè corretto sanbuca offerto dal papà del Toki (thank to), “gli scarsi ma belli del Taba” si sono ritrovato volitivi per prepararsi degnamente al match clou della settimana. A Boscochiesanuova infatti erano attesi dalla capolista Corbiolo, ormai definitivamente lanciata verso l’assoluto primato (speremo!).Dopo un’ ora di strada, in verità per alcuni un’ ora e 40 (chi si è perso tra Quinto e Grezzana, chi si è fermato in un Bar del Cerro per espletare impellenti bisogni fisiologici – tutto ok con lo squaraus
Boldo?), la compagine arriva ormai scarica e decimata in quel di Bosco.
Presenti all’appello solo in 14, con il Taba pronto a subentrare in ogni momento. i nostri infatti rimpiangono le seguenti assenze illustri:- Il capitano Savoia (o Voia per i più arguti) squalificato, reduce peraltro da una gita londinese; ma tanto con il calcio non ha nulla a che vedere, per cui defezione di poco conto.- Lo scopatore nano del nord- est Battistoni, oggetto importante di calciomarcato e oggetto misterioso della stagione 2009, ma comunque match winner nel derby contro la Primavera: squalificato. 4 presenze, 4 amminizioni, incredibile!- L’incontrista-pavimentista Bassan, causa estrazione dente del giudizio.
- Roberto Perbellini detto “Il Faro”, alle prese con un esame importante durante la settimana.
- Elia Bassan: infortunio rimediato contro l’intrepida.
- Roman:no pervenuto
- Il bel Sebastiano Brunelli, ex iridato di pesca, ex dell’Arianna, ex + bello di Verona, ex san Giovanni; impegnato in una gara di pesca fondamentale all’idroscalo di Milano.
Insomma è chiaro che chi scrive vuole mettere un po’ le mani avanti per giustificare se non altro la magra figura rimediata nella giornata appena trascorsa; sà semo scarsi e dovemo sugar con i primi in classifica,se po’ semo anca in pochi.. Va da sé che per alcuni (i senatori in primis) quello di ieri ha rappresentato un importante momento di calcistica condivisione. A tratti è parso di rivivere vecchi fantasmi del passato, quando i gol subiti arrivavano almeno a 5 domenica (un saluto al povero Citto..) stimolando sui blog di Verona e provincia la vena umoristica di calciatori ben più esperti … ed ora in orbita seconda categoria. Ma non perdiamoci in spiacevoli remember,è giusto lasciarli al passato.
Torniamo al resoconto. Ore 16 tutti in campo e fischio d’inizio. Mr Giuli schiera l’ormai tradizionale 3-5-2, con una formazione rimaneggiata, dove spicca una coppia inedita a centrocampo (Pucci e Bellini), e un attacco altrettanto inedito con Olent a fare da boa (nel vero senso della parola) e un Parenti libero di spaziare su tutto il fronte “de paltan” offensivo. Da notare le particolare condizioni climatiche avverse per entrambe le squadre: 5 gradi secchi di temperatura (così segnava la mia macchina), vento spaventoso, e acqua a nastro misto ghiaccio. Insomma ghera uno “sboro bisso”. Mai vista una cosa del genere in tutto l’anno (sempre per mettere le mani avanti…). Anyway, i nostri sembrano arginare bene i padroni di casa per i primi 40 minuti, pregustando un pareggio beffa che all’inizio aveva dell’impossibile. fino a quando non succede il misfatto.
Il Cobra - carbonasso Parenti (goleador della squadra) esce anzitempo per un mal di testa improvviso da freddo. È il preludio della disfatta. La punta sinistra del Corbiolo (capello alla Beckham dei vecchi tempi, e amico del Peri, ma tanto si sa, il Peri è un po’ amico di tutti…) si accompagna il pallone in area di rigore con il gomito e cade a terra travolto dal povero GianMaria. Solito rigore dubbio che sblocca il risultato (un po’ come quello del 21 novembre che tutti sanno, ma che non è apparso sugli schermi del Berfi’s..), solito gol. Ed è così che I nostri frastornati prendono nel giro di pochi minuti altri 2 gol (di cui uno forse in fuorigioco): 3-0 fine primo tempo,e tutti a bere un tè caldo. Brulè per il Taba, ovviamente. In verità visto il clima polare c’era chi ne approfittava per farsi una doccia bollente.
Ma era ora di rientrare, anche se alcuni avrebbero voluto tanto tornarsene a casa sotto la copertina, davanti al caminetto, con una tazza di Ciobar in mano, e con una gnocca paurosa stile Belen Rodrigez disposta ad assecondare ogni più recondito desiderio sessuale. (peccato che noi non siamo Boriello, né giochiamo nel Milan, né ci schiacciamo pheeghe da panico come quelle sopra citate. Comunque neanche Boriello se la stecca più perché adesso si bomba la Satta…) Tornanado alla realtà, l’armata più estetica del campionato (tra l’altro belle le felpe personalizzate nuove col cappuccio autofinanziate e disegnate dal Vice …) riprendono il match laddove si era fermato: ossia con la testa altrove (vedi sopra) e 2 gol incassati subito nei primi venti minuti.
Il match si trascina poi da solo verso la fine, tra scarpade varie, lisci, e bestemmie, degne di una classica di terza.. nel marasma generale c’è spazio anche per il gol della bandiera firmato da Bellini, autore peraltro di una buona prestazione . Degno di nota anche qualche siparietto patetico che vede come protagonista la new entry del mese Lavarini. Ma si sa, il Lava non è nuovo a queste situazioni.. La capolista però non demorde e pure sul 5 a 1 ormai consolidato preme fino al 90 esimo (quasi volesse vincere a tutti i costi la classifica marcatori..), infierendo sugli ormai stremati butei del Taba che finalmente benediscono il triplice fischio finale. Tutti a casa.
Note a margine:
- Vediamo di non tirare i remi in barca, abbiamo due partite alla portata per chiudere degnamente il campionato.
- Ieri abbiamo fatto pena, siamo un po’ giustificabili, ma certi errori non li fanno nemmeno i pulcini (vedi marcature a vuoto sui calci d’angolo, gente che si allaccia le scarpe mentre gli avversari segnano in contropiede, passaggi sbagliati a favorire discese di Beckham vari .. ecc ecc..) - Che tempo infame c’era ieri.. sto ancora male..
- Complimenti al Belli per la buona prestazione, speriamo tu possa continuare così.
- Un augurio di buona guarigione al gladiatore Bassani. ma la prossima volta il dente va a fartelo cavar in luglio!
- Un buon compleanno al capitano “Voia” (che col calcio non ha nulla a che fare …), il quale in data 27 aprile (o29??) tocca quota un quarto di secolo: mercoledì te porti le paste, e domenica 4 caraffe minimo. Sei vecchio anche tu, ed è ormai tempo di appendere le scarpe, tanto visti i risultati puoi spendere quel poco tempo che ti rimane in modo migliore …
- Un grosso plauso al Seba, il quale mentre i commilitoni soffrivano in mezzo ai monti della Lessinia, Egli saliva sul gradino più alto del podio dell’idroscalo vincendo la gara di pesca!! Caraffe per tutti domenica! Grande Seba! Hai trovato il tuo sport..era ora..
- Bicchiere mezzo pieno (e questo punto farà incazzare alcuni): il Quinto ha riposato, pertanto siamo ancora terzi; il Corbiolo mantiene la leadership solitaria,dato che altre squadre su altri campi non vanno oltre lo 0-0….. Dulcis in fundo un pensiero non può non essere rivolto alla povera titolare del tristissimo Bar del Cerro, il cui bagno è stato
occupato per interminabili istanti dallo straripante Tokikkios in preda ad un fulminante attacco di squaraus (per i più grezzi … cagotto!!) . gentile signora,non vorrei essere oggi nei suoi panni, quando dovrà pulire il cesso.. auguri di cuore (nella foto il Toki esclama: "visto cosa sono stato in grado di fare?!..offio."
.. Fine del resoconto.
Ci vediamo mercoledì, speriamo più numerosi. Sempre e solo Forza Fortitudo
Per l’occasione BIANCONIGLIO
(nonchè vicecaptain nonchè sapiente intrattenitore del Kookai prossimo ritrovo UFFICIALE Fortitudo!)
Tensione altissima in via Selenia nella giornata odierna, visto il rischio sorpasso ad opera del temibilissimo Quinto nella lotta all'ambito terzultimo posto, cose grosse per veri duri.
Stampa locale infervorata e 56 televisioni collegate da ogni parte del globo, per riprendere le gesta delll'Edera capitanata dalla vecchia conoscenza Pavoni, sulle ali dell'entusiasmo e in piena volata playoff! Radioline accese per sapere cosa succedeva altrove (troppo importante figurare terzultimi a fine stagione), e voglia di fare lo sgambetto ai cittadini ("mia masa") in tenuta neroverde per l'occasione.
Il match inizia a ritmi compassati senza che nessuna delle 2 compagini prevalga sull'avversario. Botta e risposta senza brividi, notando a onor del vero una maggior pericolosità da parte degli ospiti forti di un attacco esperto, di peso, tecnicamente e tatticamente valido. I minuti passano con la Fortitudo che soffre sempre più le ripartenze avversarie, fino al primo misfatto di giornata: incomprensione tra il fin qui sicuro Boldo e il fin qui tranquillo Girlanda, con il Toki che spazza tardivamente centrando la schiena di un centrocampista avversario; pallonetto beffardo che scavalca l'estremo difensore e porta l'Edera in vantaggio. (Poco dopo il duo concederà il bis con esito diverso grazie all'intervento di Martinelli).
La partita riprende senza grossi stravolgimenti, con i gialloneri che stazionano sulla 3/4 avversaria senza mai rendersi pericolosi nell'ultimo passaggio, e i più quotati cittadini (inteso come cittadini del mondo!) pronti a ripartire in 3 contro 3 a infliggere preoccupazioni e dolori alla traballante (per l'occasione) difesa locale. Finisce il primo tempo sotto una pioggerellina perpetua e fastidiosa, a irritare la signora dall'ombrello colorato che infreddolita, annoiata da un match tra squadre mediocri o semplicemente in lite con il marito pregusta il suo sfogo personale a fine match!
Secondo tempo che la Fortitudo inizia con il proposito di pressare più alta per inibire le ripartenze avversarie. Proposito disatteso e partita che si trascina come già visto, non senza le classiche e oramai tradizionali scarpate e vicendevoli provocazioni, cornice d'obbligo quando si gioca contro l'Edera (nella busa o altrove, se con loro non ci si insulta, sbeffeggia, schiaffeggia, scarpeggia a dovere, c'è qualcosa di anomalo è scatta l'indagine sul probabile biscotto). A metà ripresa i gialloneri agguantano il non troppo meritato pareggio con il solito Parenti (dipendenti) che inventa una rete delle sue a riaccendere le speranze di Tabacchi e compagni.
Speranza che si spegne poco dopo (per la felicità della signora) a causa di un generoso rigore concesso da un fischietto mediocre almeno quanto i 22 in campo, che riporta gli ospiti in vantaggio per 2 a 1. Squadre allungate come di consueto, c'è tempo solo per qualche ribaltamento di fronte e alcune occasioni sprecate per parte; un paio di ammonizioni più o meno opportune e qualche altro insulto alle mamme di tutti. Il 3 a 1 giunge puntuale a chiudere la partita prima di assistere all'interessante confronto tra il Seba e l'11 avversario (scontro tra titani), oltre al colpo di testa più brutto della storia del calcio, con il capitano locale ottimamente servito da Kung Fu, ma che in posizione-bidet seppur solo in mezzo all'area spreca malamente indirizzando 13.5 m a lato. Belle cose.
Noiosa sconfitta da imputare non tanto a qualche episodio sfortunato quanto a una giornata negativa della Fortitudo nel suo complesso, senza grande convinzione, senza troppa rabbia, nettamente inferiore all'avversario di giornata.
Note a margine:
- il simpatico-nel-complesso Anonimo ci segue assiduamente rispondendo al post precedente, il che inorgoglisce i butei che ora sanno che i lettori sono saliti almeno a 5: capitano, vice, mister giuly, mister mazzi, anonimo.
- la signora con l'ombrello chiude in bellezza, scagliandosi contro l'iridato di pesca ex San Giovanni, figlio di Mr brunelli, Più bello di Verona, amico di Nocini, "Seba ancora con noi al Piper..." ecc ecc apostrofandolo con affettuosi nomignoli degni di una contessa d'altri tempi; sorriso generale nell'appurare come sia all'andata che al ritorno il Seba mieta vittime con il suo fascino, ma lui che è di palato fine non si concede nè alle fidanzate più o meno affascinanti nè alle over 50 cariche di vita. Intenditore.
- Girla e Toki in ombra (non più del resto della Fortitudo) ma sempre apprezzati dalla maraia che continua a riconoscergli stima fiducia e affetto fraterno (nonostante il container di insulti piovuti dalla porta verso gli altri 10 in qualche momento di passione); state sereni che a noi piacete lo stesso.
- Il Quinto ha perso. Chi gioisce chi meno. Fatto sta che siamo saldi al terzultimo posto, un posto meno in ombra per chi in ottica futura si immagina altrove...
Iceman
Ringraziando l'anonimo "esterno" che ha partecipato al dibattito commentando il precedente post, eviteremo il report dettagliato sulla figura mediocre fatta ieri sulla "piastra" di San Michele dove contro una seppur scarsa Intrepida, la Fortitudo è affondata esibendo una performance a tratti tragicomica. Auguri a Elia per la scapola rotta...speriamo di non ripeterci, con il Corbiolo.
Ottima invece la performance al Tiffany dei più.
Gran giornata in Via Selenia, teatro di una battaglia epica che ha visto i Fortitudini (in attesa di borse e tute) resistere fino all'ultima goccia d'acqua e di sangue agli assalti della ben più attrezzata armata Primavera99. E' così che nella giornata della chiusura del cerchio, delle prime volte, degli sfoghi e delle soddisfazioni, mentre altrove summit in spogliatoio tentano di ricucire polemiche tra chi si allena e non gioca e chi gioca pur non allenandosi, i butei scarsi come il peccato in tenuta neroverde strappano 3 punti insperati (e facendo 2 conti, persino poco auspicabili!).
La giornata si presenta densa di avvenimenti e significati dal sapore romantico. Sotto i "seci roersi" del pomeriggio domenicale
infatti, una formazione rimaneggiata orfana del goleador Parenti (semidipendenti) e reduce dalla sonora sculacciata prepartita ad opera dello "specialone" si presenta sul terreno di giuoco con un volitivo Pucci a centrocampo e la speranza, in allegato, di fare lo sgambetto ai padroni del campo.
La maraia inizia la contesa con il giusto piglio di chi sapendo di non potersi difendere più di tanto, prova ad attaccare come può. Pressing alto e aperture a servire l'instancabile Perina, limitando al massimo i capovolgimenti di fronte guidati dalla sapiente regia dell'ottimo Pozza.
Su un lancio illuminato dalla difesa (semifortunoso) i padroni di casa (in affitto) si guadagnano la ghiotta occasione del rigore che battuto dal baby-quasi-bomber Elia porta in vantaggio i nostri. Apoteosi generale a festeggiare uno dei rarissimi rigori segnati nella storia-Fortitudo, utile con l'occasione per sbloccare lo stitico Bassanino ora lanciato verso nuovi traguardi realizzativi!
Il match riprende tra le urla del tifo avverso concentrato e intento nell'insultare con abnegazione i poveri butei del Taba, con perle di saggezza senza eguali del tipo "Merdeeeee no ve lo meritè mia el campoooo"...quanta verità nel sapere popolare. L'inerzia dei primi minuti viene invertita dalla reazione dell'ottima Primavera che si rende pericolosa ad ogni fiammata in avanti; prima del termine della prima frazione si cade ancora una volta nel ridicolo: il migliore in campo Girlanda esce con OTTIMA scelta di tempo su un appannato Bussinello calciando il pallone in out, con il povero fischietto che decreta il secondo rigore più inverosimile della storia (il primo sappiamo TUTTI quale è stato, e non lo ricordo sugli schermi del Berfi's). Così mentre su altri campi i giorni scorsi non son stati assegnati penalty CLAMOROSI a favorire i soliti noti, ci si è trovati con San Marco Girlanda costretto a salvare risultato, partita e Q-lo alla Fortitudo respingendo il tiro dagli 11 metri.
La pausa è stata dedicata in toto a tranquillizzare la compagine ad alto rischio cartellini, consapevoli che da lì in poi sarebbe stata solo fatica e sudore, pache e contropiede. Tant'è che dopo un amichevole confronto nello spogliatoio arbitrale tra i capitani e il direttore di gara si è potuti tornare nell'acquitrino a legnare come fabbri, gustando la soave melodia degli insulti dalle tribune degni del derby Scampìa-Chiaiano !
La mediocrità fortitudina pare essere sufficiente per arginare lo strapotere tecnico-tattico dei candidati ai playoff, grazie anche e soprattutto al filo-clericale Girlanda che a forza di insulti pare aver convinto l'Eterno e tutti i Santi ad assisterlo tra i pali: non un'incertezza ieri per l'ex Montorio, impeccabile nell'uno contro uno, in uscita, di riflesso, in parate alte e in insulti in varie lingue. Voto nove e mezzo. Nonostante tanta grazia, su un rilancio corto una seria sfortunata di rimpalli (mista probabilmente ad un'uscita troppo allegra della difesa ordinata per il resto del match) la Primavera 99 trova la palla del pareggio che rinvigorisce non tanto i giocatori in campo quanto lo speaker sugli spalti che "tronfio" del suo essere superiore riprende gli sproloqui là dove poche settimane fa c'era chi snocciolava versi di De Gregori.
In verità, il meritatissimo pareggio rinvogorisce gli azzurri che attaccano in 3 quando va bene, in 5 quando si sbilanciano un pochino, in 8 per sentirsi a loro agio. Per un quarto d'ora pare di essere Ben Affleck a Pearl Harbor con bombardieri nemici da tutte le parti, cross e controcross, un Pozza che imperversa e un Melchiori che fa sponda, scatta, si inserisce e stacca persino di testa ridicolizzando i difensori locali.
Tanta potenza in avanti tuttavia non basta ad affondare la Fortitudo Scaligera che sempre più timidamente si affaccia nella metà campo avversaria, alla ricerca del miracolo. Miracolo che giunge puntuale (forse a punire il già citato supporter) quando il Pucci guadagna sapientemente una punizione dal limite. A questo punto la terzultima in classifica è tentata dal tornare in difesa in attesa del rilancio dal fondo vista la % di punizioni che colgono lo specchio della porta (ZERO). Eppure oggi siamo a narrare della bella
storia di Battista, giovane e insaziabile fornicatore di belle speranze, che decide finalmente di giustificare l'esborso messo in atto dalla società per accaparrarsene le assenze e le rare prestazioni! Punizione battuta sapientemente a livello-erba, che tocca terra davanti all'estremo difensore prima di insaccarsi nell'angolino. Scatta la bolgia di chi non crede a ciò che vede, con il Batty che si scaglia verso le tribune a salutare con affetto il tifoso avversario inviperito, e la compagine che festosamente si avvia verso la propria metà campo conscia di cosa l'aspetta.
La giornata assume le tinte dell'eccezionalità in un dignitoso campionato nel paltano della bassa classifica con 18 punti e tanti rimpianti. Pucci titolareggia (un po' a corrente alterna). Girlanda spadroneggia. Elia fracca per la prima volta (era vergine). Battista (che pare vergine non sia) sfoga il suo voler esserci nella rete avversaria dopo una punizione guadagnata dall'esile Pucci. Tante belle cose. Naturalmente se già prima i nostri difendevano umilmente un pareggio pregevole, negli ultimi minuti del match ci si incatena alla riga di porta a ribattere con ogni parte del corpo (tranne le mani che pare si usino altrove) il tiro al bersaglio avversario, frutto di una manovra d'attacco sempre efficace, organizzata, determinata, precisa, risoluta, vana.
Dopo 6' di recupero + 2' di recupero del recupero (ad imirare altri campi) scatta il triplice fischio e il supporter può finalmente farsi una ragione del perchè ha trascorso un'intera domenica pomeriggio a insultare 4 pellegrini che gli calpestano l'amato campo di giuoco mentre lui si espone agli scrosci d'acqua di un autunno lungo un anno. Finisce con i vicendevoli saluti tra le parti, a scherzare sul caso che ha voluto che seppur "no la ne contase un caso" vincendo con questi abbiamo agevolato molti altri, più o meno meritevoli di tale grazia.
Chiaramente, sempre e comunque, con Voia.
Iceman