Gran giornata in Via Selenia, teatro di una battaglia epica che ha visto i Fortitudini (in attesa di borse e tute) resistere fino all'ultima goccia d'acqua e di sangue agli assalti della ben più attrezzata armata Primavera99. E' così che nella giornata della chiusura del cerchio, delle prime volte, degli sfoghi e delle soddisfazioni, mentre altrove summit in spogliatoio tentano di ricucire polemiche tra chi si allena e non gioca e chi gioca pur non allenandosi, i butei scarsi come il peccato in tenuta neroverde strappano 3 punti insperati (e facendo 2 conti, persino poco auspicabili!).La giornata si presenta densa di avvenimenti e significati dal sapore romantico. Sotto i "seci roersi" del pomeriggio domenicale
infatti, una formazione rimaneggiata orfana del goleador Parenti (semidipendenti) e reduce dalla sonora sculacciata prepartita ad opera dello "specialone" si presenta sul terreno di giuoco con un volitivo Pucci a centrocampo e la speranza, in allegato, di fare lo sgambetto ai padroni del campo.La maraia inizia la contesa con il giusto piglio di chi sapendo di non potersi difendere più di tanto, prova ad attaccare come può. Pressing alto e aperture a servire l'instancabile Perina, limitando al massimo i capovolgimenti di fronte guidati dalla sapiente regia dell'ottimo Pozza.
Su un lancio illuminato dalla difesa (semifortunoso) i padroni di casa (in affitto) si guadagnano la ghiotta occasione del rigore che battuto dal baby-quasi-bomber Elia porta in vantaggio i nostri. Apoteosi generale a festeggiare uno dei rarissimi rigori segnati nella storia-Fortitudo, utile con l'occasione per sbloccare lo stitico Bassanino ora lanciato verso nuovi traguardi realizzativi!
Il match riprende tra le urla del tifo avverso concentrato e intento nell'insultare con abnegazione i poveri butei del Taba, con perle di saggezza senza eguali del tipo "Merdeeeee no ve lo meritè mia el campoooo"...quanta verità nel sapere popolare. L'inerzia dei primi minuti viene invertita dalla reazione dell'ottima Primavera che si rende pericolosa ad ogni fiammata in avanti; prima del termine della prima frazione si cade ancora una volta nel ridicolo: il migliore in campo Girlanda esce con OTTIMA scelta di tempo su un appannato Bussinello calciando il pallone in out, con il povero fischietto che decreta il secondo rigore più inverosimile della storia (il primo sappiamo TUTTI quale è stato, e non lo ricordo sugli schermi del Berfi's). Così mentre su altri campi i giorni scorsi non son stati assegnati penalty CLAMOROSI a favorire i soliti noti, ci si è trovati con San Marco Girlanda costretto a salvare risultato, partita e Q-lo alla Fortitudo respingendo il tiro dagli 11 metri.
La pausa è stata dedicata in toto a tranquillizzare la compagine ad alto rischio cartellini, consapevoli che da lì in poi sarebbe stata solo fatica e sudore, pache e contropiede. Tant'è che dopo un amichevole confronto nello spogliatoio arbitrale tra i capitani e il direttore di gara si è potuti tornare nell'acquitrino a legnare come fabbri, gustando la soave melodia degli insulti dalle tribune degni del derby Scampìa-Chiaiano !
La mediocrità fortitudina pare essere sufficiente per arginare lo strapotere tecnico-tattico dei candidati ai playoff, grazie anche e soprattutto al filo-clericale Girlanda che a forza di insulti pare aver convinto l'Eterno e tutti i Santi ad assisterlo tra i pali: non un'incertezza ieri per l'ex Montorio, impeccabile nell'uno contro uno, in uscita, di riflesso, in parate alte e in insulti in varie lingue. Voto nove e mezzo. Nonostante tanta grazia, su un rilancio corto una seria sfortunata di rimpalli (mista probabilmente ad un'uscita troppo allegra della difesa ordinata per il resto del match) la Primavera 99 trova la palla del pareggio che rinvigorisce non tanto i giocatori in campo quanto lo speaker sugli spalti che "tronfio" del suo essere superiore riprende gli sproloqui là dove poche settimane fa c'era chi snocciolava versi di De Gregori.
In verità, il meritatissimo pareggio rinvogorisce gli azzurri che attaccano in 3 quando va bene, in 5 quando si sbilanciano un pochino, in 8 per sentirsi a loro agio. Per un quarto d'ora pare di essere Ben Affleck a Pearl Harbor con bombardieri nemici da tutte le parti, cross e controcross, un Pozza che imperversa e un Melchiori che fa sponda, scatta, si inserisce e stacca persino di testa ridicolizzando i difensori locali.
Tanta potenza in avanti tuttavia non basta ad affondare la Fortitudo Scaligera che sempre più timidamente si affaccia nella metà campo avversaria, alla ricerca del miracolo. Miracolo che giunge puntuale (forse a punire il già citato supporter) quando il Pucci guadagna sapientemente una punizione dal limite. A questo punto la terzultima in classifica è tentata dal tornare in difesa in attesa del rilancio dal fondo vista la % di punizioni che colgono lo specchio della porta (ZERO). Eppure oggi siamo a narrare della bella
storia di Battista, giovane e insaziabile fornicatore di belle speranze, che decide finalmente di giustificare l'esborso messo in atto dalla società per accaparrarsene le assenze e le rare prestazioni! Punizione battuta sapientemente a livello-erba, che tocca terra davanti all'estremo difensore prima di insaccarsi nell'angolino. Scatta la bolgia di chi non crede a ciò che vede, con il Batty che si scaglia verso le tribune a salutare con affetto il tifoso avversario inviperito, e la compagine che festosamente si avvia verso la propria metà campo conscia di cosa l'aspetta.La giornata assume le tinte dell'eccezionalità in un dignitoso campionato nel paltano della bassa classifica con 18 punti e tanti rimpianti. Pucci titolareggia (un po' a corrente alterna). Girlanda spadroneggia. Elia fracca per la prima volta (era vergine). Battista (che pare vergine non sia) sfoga il suo voler esserci nella rete avversaria dopo una punizione guadagnata dall'esile Pucci. Tante belle cose. Naturalmente se già prima i nostri difendevano umilmente un pareggio pregevole, negli ultimi minuti del match ci si incatena alla riga di porta a ribattere con ogni parte del corpo (tranne le mani che pare si usino altrove) il tiro al bersaglio avversario, frutto di una manovra d'attacco sempre efficace, organizzata, determinata, precisa, risoluta, vana.
Dopo 6' di recupero + 2' di recupero del recupero (ad imirare altri campi) scatta il triplice fischio e il supporter può finalmente farsi una ragione del perchè ha trascorso un'intera domenica pomeriggio a insultare 4 pellegrini che gli calpestano l'amato campo di giuoco mentre lui si espone agli scrosci d'acqua di un autunno lungo un anno. Finisce con i vicendevoli saluti tra le parti, a scherzare sul caso che ha voluto che seppur "no la ne contase un caso" vincendo con questi abbiamo agevolato molti altri, più o meno meritevoli di tale grazia.
Chiaramente, sempre e comunque, con Voia.
Iceman








